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Toulouse en érasmienne

martedì 25 luglio 2017

Calava sempre il sole con lentezza e con precisione

Se invece di tramontare nell'ozio tu venissi a prendere il the?

Anni fa mi chiedono di aiutare una ragazzina di terza media. Non ha più voglia della scuola, non va d'accordo con la professoressa di lettere, non studia e l'esame si avvicina. Nata in una famiglia senza preoccupazioni economiche, vive con la mamma da poco risposatasi dopo un lungo periodo di sostanziale solitudine, iniziato quando scopri' i tradimenti del marito mettendolo (giustamente) fuori dalla porta. Il marito di lei vuole molto bene alla moglie, ma è autoritario e iracondo. Il padre ha da poco avuto un secondo figlio.
Non ho mai dato lezioni di italiano, non faccio l'insegnante se non per trovare due soldi, ma stavolta ci provo.

La ragazzina è irritata, seccata, vagamente ribelle. Il suo non è certo un problema di difficoltà nell'apprendimento, come i genitori preferiscono credere... Qualunque cosa l' annoia, si stufa e provoca. E ci credo, del resto: il programma di italiano della terza media è cosi' spaventosamente ossequiente e perbenista che farebbe ribellare qualsiasi ragazzino in età decente che già non lo fosse sanamente di suo.
Serve una scossa, se non altro per riuscire a entrare in rapporto con lei, per diventare un minimo punto se non di rifierimento, di fiducia. Poi si potrà parlare di analizzare un testo.

Sulla mia vecchia antologia rintraccio a fatica qualcosa di diverso dal patrio provincialismo letterario e scolastico,  che possa parlare alla fantasia di una preadolescente esasperata dai riti di classe.

E trovo questa:

Di cento soli ardeva il tramonto,
l'estate scivolava verso luglio,
c'era calura:
ciò accade in campagna.
(...)
Dietro al villaggio un buco,
e in quel buco, immancabilmente,
calava sempre il sole
con lentezza e con precisione.
Ma il mattino seguente
di nuovo
il sole sorgeva scarlatto
a inondare l'universo.
E un giorno dopo l'altro
tutto questo cominciò
a irritarmi terribilmente.
E una volta, arrabbiandomi così
che tutto impallidì dallo spavento,
gridai al sole a bruciapelo
" Scendi!
Basta di gironzolare in quell'inferno"
Gridai al sole
" Scroccone! Tu poltrisci tra le nuvole,
mentre io, sia estate o inverno,
seggo a disegnare cartelloni! "
Gridai al sole " Aspetta!
ascolta, fronte d'oro,
se invece di tramontare nell'ozio,
tu venissi a prendere il tè "
Che ho fatto!  Sono perduto!
verso di me di buon grado,
allargando i passi dei suoi raggi,
avanza il sole per i campi.
Non voglio mostrarmi pauroso -
e mi ritraggo indietro.
Sono già nel giardino i suoi occhi.
Già cammina per il giardino.
Entrando dalle porte,
dalle finestre, dalle fessure,
rovinava la massa del sole.
Irruppe e, ripigliando il fiato,
si mise a parlare con voce di basso
" E' la prima volta dalla creazione
che costringo i mie fuochi a tornare indietro.
Mi hai invitato? Dammi il tè,
poeta, dammi la marmellata! "
lett
Man mano che legge la sua espressione cambia. Non crede ai suoi occhi, ride, si emoziona, ha quasi paura di quello che sta leggendo. Davvero si puo' invitare il sole a "cena" e sopravvivere?
Questa ribellione letteraria e poetica al dovere la conquista. Divora la poesia, ne parla in famiglia, legge, ne chiede altre, è conquistata. Non sa nulla dell'autore né del suo periodo storico, o molto poco. La conquistano la forza del testo e la sua volontà, suppongo, di rovesciare le regole del mondo reale, l'irritazione del poeta, la compiacenza del sole. Anche se non troviamo niente di cosi' bello come il primo amore poetico, torna a lezione con il sorriso. (Oggi mi viene in mente che avrei dovuto cercare altri testi di rabbia e ribellione, ma pieni di forza, di luce e di colori come questo, forse.) L'esame non dovrebbe più rappresentare un problema.

Una storia a lieto fine?

Non proprio. Arriva l'armamentario repressivo e imbecille dell'ortodossia scolastica, anzi manco dell'ortodossia scolastica ma della ristrettezza mentale degli insegnanti della medesima.

Ormai le lezioni con me sono terminate da tempo. Al momento di decidere l'argomento della tesina, la ragazza, memore del primo amore, sceglie la Russia. Lavora da sola, io nemmeno conosco la sua scelta. Apriti cielo!!!!!
Una pericolosa infiltrata del KGB a SQQUOLA!!!! Ovviamente eterodiretta da una centrale occulta  che sarei io.

Se la tesina non arriva al Consiglio di istituto, poco ci manca. Le meravigliose professoresse la respingono, il marito della madre gliela riscrive.
Motivo di tutto questo pandemonio? Non aveva parlato abbastanza a lungo dei VANTAGGI e della NECESSITA' dell'ECONOMIA DEL LIBERISSIMO MERCATO. Che ovviamente non è fenomeno storico ma dato immutabile dell'universo.
E poi era fuori dal programma. Ovviamente. Cosa che mi viene rinfacciata da chi mi aveva consigliato alla famiglia (suppongo su indicazione della famiglia stessa). Notoriamente in terza media non si parla del XX secolo, non si studiano i continenti extraeuropei e la Russia ad ogni modo non è in parte europea. Avanguardie letterarie e artistiche, poi. Meglio l'ennesima divagazione sull'alto esempio morale offerto da una bigotta infilzata che ha il diritto di prendere la parola solo quando si tratta dell'integrità del suo imene. E che ad ogni modo non deve neanche prenderci troppo gusto, perché come fa da sola senza un prete, sbaglia.

La mia simpatia per la patria squola non è mai stata elevata. A partire dalla terza media la ricordo come un luogo di squallore, di oppressione, popolata di pavidi parolai e manco di particolare eccelsa competenza. Aggiornamento, poi, zero.

Questa vicenda ha finito di disgustarmene.
Se c'è una negazione totale di cio' che dovrebbe essere la scuola sta in questa vicenda. Alla faccia dello sviluppo dell'autonomia del bambino, della capacità di organizzare conoscenze e svilupparle, dell'analisi del testo, dei legami fra discipline. Della conquista che puo' essere per tutti, per la società intera, appassionare, in qualsiasi modo, un bambino in rivolta alla scoperta, allo studio. E poi lasciare tutto questo lavorare da solo.
Ancora oggi mi si stringe il cuore.

Un lettore disattento che fa l'insegnante ha lasciato una definizione quanto meno frettolosa e poco obbligante a un mio commento. Ovviamente s'è ben guardato dal chiedere scusa. La voglia di raccontare questa triste avventura in parte nasce da li'. In parte da svariati post dscritti da un'insegnante : al momento di scegliere il libro di geografia,  davanti a un'idiota commissaria d'esame che se la prende a vanvera con una tesina, e sulla scelta della tesina medesima.

7 commenti:

  1. Triste, tristissimo finale! Ho riconosciuto subito la poesia,la ricopiai tutta ( è molto più lunga, mi pare), ma non ricordo l'autore... Esenin?
    Sembra incredibile tanta ottusità, d'altra parte menti aperte nel mio lavoro ne ho trovate ben poche.

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  2. Come ho fatto a sbagliare : Majakovskij si starà arrabbiando e stanotte verrà a tirarmi le gambe...

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    1. Grazie dell'apprezzamento e benvenuta, Ornella. Mi fa piacere che tu sia arrivata sin qui. La poesia è effettivamente assai più lunga, penso che sia anche più lunga rispetto alla versione sul sito da cui l'ho trascritta.
      Purtroppo hai ragione, le menti aperte sono rare e purtroppissimo in posti del genere fanno anche più danno che altrove.
      P.S.: il poeta è partito qualche giorno sul torpediniere, dice di non preoccuparti :)

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  3. Straordinaria poesia. peccato che la scuola sia sempre ottusa! Per parlare di melanzane invece sono lieta che le mie ricette ti piacciano, un bacio, buone vacanze

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    1. Tu sei la maestra delle melanzane, giuro, hai un talento! L'ottusità è una di quelle cose che non cessano di farmi disperare. Buone vacnaze a te a me mancno ancora dieci giorni circa!

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  4. Buone le melanzane! Finisce sempre che le faccio trifolate perché vengono troppo buone, ma forse potrei prendere in considerazione la possibilità di amplare un po' il mio repertorio, quando la prossima estate il mio stomaco accetterà piatti un po' più complessi ^_^

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  5. E niente, ho anche riletto tutta la storia e continua a sembrarmi di una malinconia senza fine.
    Prima di tutto non è vero che il programma (di letteratura) di terza è ossequiente e perbenista, e non solo perché non esiste alcun programma di letteratura di terza né mai è esistito. Poi c'è una gran frotta di ragazzi dotati di spirito critico che se non hanno insegnanti pazienti contro qualche occasionale intemperanza e aperti al dialogo RISCHIANO DI ANNOIARSI A MORTE, che è la cosa peggiore che possa succedere a scuola. A quattordici anni le certezze ti servono in famiglia, ma è l'età in cui si gradisce molto vedere il mondo che ogni tanto va a carte quarantotto e diventa un'altra cosa. La terza va stupita con effetti speciali, e per questo aspetto le avanguardie russe sono ottime, così come la fantascienza o il surrealismo.
    L'idea di qualcuno che RISCRIVE il percorso a qualcuno in grado di lavorarci in proprio mi torce le budella. I professori hanno fatto le loro stupidaggini (la Russia ha una bella parte extraeuropea, e poi ci sono gli stati dell'ex-URSS, e altri almeno 500 modi di cavarsi d'impaccio con gran disinvoltura), ma la famiglia è stata altrettanto demenziale.
    Però la poesia è proprio bella e cercherò una versione completa e vedrò come infilarla nella programmazione quest'anno.
    Spiace molto per la ragazza, ma si spera abbia trovato altre occasioni per farsi valere.
    Grazie di aver condiviso questo malinconuco episodio.

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